Come nasce una passione? Quando la necessità ci apre le porte di un nuovo mondo. Di Pierpaolo Salvatore

Vi presentiamo Pierpaolo Salvatore. Lucano doc, ingegnere ambientale e aspirante Masterchef. Nonostante non sia ancora entrato nella masterclass la sua passione cresce sempre di più.

Ci accompagnerà ogni mercoledì con le sue ricette nella rubrica “Le ricette di @babachef”.

“Mi chiamo Pierpaolo e da 43 anni vivo nella mia amata Basilicata. 

Sono un ingegnere ambientale che da cinque anni si occupa quotidianamente della gestione di alcuni grandi invasi del Mezzogiorno.

Nei ritagli di tempo libero e nei week-end coltivo la mia grande passione per i fornelli. 

Una passione che viene da lontano. 

Per ritrovarmi con un mestolo in mano devo ritornare ai tempi del liceo quando, stanco di riscaldare i piatti lasciati pronti dalla mamma impegnata a lavoro, manifestai la necessità di trovare al mio ritorno da scuola qualcosa in frigo. Ci avrei pensato io ad assemblare un piatto caldo con la speranza che fosse anche commestibile. 

Cominciai così a scoprire che i miei piatti non solo erano commestibili ma venivano addirittura apprezzati anche da mia sorella, una di quelle persone che per mangiare dovevi pregare per ore. 

Dopo aver assodato che mi riuscivano piuttosto bene alcuni piatti tradizionali, ho avvertito l’esigenza di iniziare ad inventare nuove ricette. 

Da necessità a passione il salto è stato abbastanza breve. 

Ed è stata questa passione che mi ha permesso di arrivare alla mia odierna idea di cucina, nella quale provo a fondere ingredienti e sapori

apparentemente molto lontani. 

Per avere un idea più chiara e per farvi ispirare vi invito a dare un’occhiata al seguente link dove potrete anche vedere come si è evoluta negli anni la mia sperimentazione culinaria. 

Negli ultimi anni questa passione mi ha portato in due occasioni a tentare addirittura la scalata a MasterChef. 

Una scalata che in entrambi i casi, dopo una estenuante serie di interviste telefoniche e di sperimentazioni culinarie, mi ha permesso di presentare un mio piatto davanti allo staff organizzativo della famosa kermesse culinaria. 

La prima volta ho provato a giocarmela con un piatto che valorizzasse gli ingredienti del mio territorio. È nato così FIORE DI SEPPIA LUCANO, un antipasto in cui il mollusco cotto al vapore incontra la vellutata di fagioli verdolini di Sarconi, i coni di peperone crusco di Senise, i tocchetti di guanciale croccante di Picerno, le scaglie di cacioricotta di capra di Bella, la polvere di mollica abbrustolita del pane di Avigliano e le gocce di olio evo di Accettura.

Nella seconda occasione invece ho provato a stupire i giudici con gli accostamenti insoliti del mio TRISBURGER DI MARE, un trittico di “panini sperimentali” in cui due soffici nuvole di patate nascondevano al loro interno dei saporitissimi burger di pesce. 

Ecco allora che:

– il mio burger di alici ha sposato pecorino, miele&mandorle tostate;

– quello di tonno é stato esaltato da parmigiano, nocciole e confettura di fichi;

– quello di salmone è stato impreziosito con taleggio, pistacchi e pesto di rucola. 

Purtroppo in entrambi i casi mi sono dovuto accontentare di essere tra i migliori 3.000 chef amatoriali d’Italia. 

Ma come ben sanno tutti gli appassionati del settore, per arrivare davanti ai tre sommi giudici di Masterchef, bisogna entrare nei migliori 20.

Sono certo che proverò ancora a mettermi in gioco poiché sognare non costa nulla. 

E poi, in fondo, i sogni possono anche svanire, ma i piatti sono destinati a rimanere nostri per sempre.”

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